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sabato 22 luglio 2017

Consigli per i malati di tumore durante le vacanze

Consigli per i malati di tumore durante le vacanze.

Avere un tumore è molto debilitante, soprattutto se si sta seguendo la chemioterapia. Come fare in estate? Si può andare in vacanza o è meglio stare a casa. Il Corriere della sera ha riportato i consigli del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici (Cipomo).

Tutti possono andare in vacanza, se il malato è in grado di spostarsi e dopo aver chiesto consiglio al proprio oncologo.
Non ci sono mete proibite: semplicemente meglio evitare tour e viaggi faticosi 

Portate sempre con voi la cartella clinica con tutta la documentazione e semmai prendete contatti con strutture locali.
Evitate il sole e proteggete le cicatrici. Inoltre, proteggetevi dal caldo, curate l’alimentazione, idratatevi molto bene evitando l’alcol.
Se state seguendo la chemioterapia ci si può allontanare dopo 10 giorni dall’ultima seduta, in modo da aver smaltito il farmaco. In questo modo potreste avere una settimana di vacanza prima di ricominciare.
Si può rinviare la chemioterapia o i vari trattamenti? Spesso non è un problema, ma deve deciderlo lo specialista. Nel caso della radioterapia si può ritardare l’inizio del trattamento ma una volta avviato non si può interrompere.
Abbiate tutti i farmaci con voi e soprattutto le ricette.
Fate un po’ di movimento, senza esagerare. Evitate le attività che potrebbero essere controindicate.

Quali attenzioni o precauzioni particolari vanno prese?


In generale tutti i pazienti oncologici devono fare attenzione al sole e proteggersi con particolare cautela: cicatrici chirurgiche, effetti collaterali delle radioterapia o farmaci fotosensibilizzanti rendono la pelle un punto vulnerabile, ma è per lo più sufficiente coprirsi, utilizzare adeguate creme ed evitare di esporsi nelle ore più calde, anche per prevenire cali di pressione o colpi di calore. 
Curare l'alimentazione preferendo cibi freschi e leggeri con buon apporto di acqua e sali minerali (frutta e verdura, salvo controindicazioni specifiche) e proteine ad alta digeribilità (pesce, formaggi freschi). 
Ridurre al minimo le bevande alcoliche, bere almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno ed evitare cibi non affidabili sul piano igienico.


Camminate, nuotate, gite in bicicletta e sport vari: cosa si può fare?

Anche in questo caso non c’è nulla di vietato in assoluto, anzi l’attività fisica è di grande aiuto per combattere gli effetti collaterali delle terapie, per prevenire le ricadute (come è stato documentato scientificamente da più studi) e anche per migliorare il benessere psicologico.
Troppo spesso pazienti e familiari eccedono in cautele: se il paziente se la sente, invece, una moderata e graduale ginnastica, senza esagerare, può essere un toccasana.
È indispensabile confrontarsi con l'oncologo per evitare quelle attività che potrebbero essere controindicate dalla condizione clinica specifica del singolo paziente.

Ci sono mete «proibite»?

No. Mare, montagna, città, in Italia e all’estero. Non esistono limiti particolari validi per tutti. Ancora una volta la regola è una sola: parlare con il medico che, conoscendo nello specifico la situazione, può dare suggerimenti pratici e dettare eventuali accorgimenti o regole da rispettare. L’unico limite, valido per chi ha terapia in corso, è forse quello di evitare gite «itineranti» o destinazioni «estreme» che richiedano spostamenti disagevoli e faticosi: meglio scegliere un’unica meta ben definita prima di partire, verificando che ci sia l’occorrente (come un pronto soccorso o un ospedale con oncologia) in caso di imprevisti.

Buone e Felici Vacanze

domenica 2 luglio 2017

Convivere con il tumore senza eliminarlo

Convivere con il tumore senza eliminarlo

Vorrei proporvi un'articolo apparso poco tempo fa' sul Coriere della Sera di Vera Martinella.
E' un nuovo approccio contro la lotta ad alcuni tumori.

 A proporre un nuovo approccio nella cura del cancro è uno studio americano recentemente pubblicato da scienziati dell’Università di Boston sulla rivista Science Translational Medicine, in cui si avanza l’ipotesi secondo la quale potrebbe essere più efficace sottoporre i malati a sedute di chemioterapia a basse dosi prolungate nel tempo, per tenere la malattia sotto controllo, piuttosto che somministrare trattamenti intensivi con l’intento di eliminare completamente le cellule cancerose. 
«Negli ultimi 60 anni l’uccisione di ogni cellula malata è stata l’obiettivo delle terapie oncologiche e, a tal fine, i malati sono stati curati (ogni volta possibile) con chirurgia radicale e i massimi livelli tollerabili di chemio e radioterapia - scrivono gli autori -. 
Quando si riesce a raggiungere questo traguardo si può parlare di guarigione, ma in molti casi ancora non è possibile “sgombrare completamente il campo” dalle cellule cancerose. 
Quindi, a fronte delle più recenti scoperte sul micro-ambiente tumorale, man mano che impariamo a capire come la malattia progredisce e i modi che trova per resistere alle terapie, abbiamo pensato che il modello dell’ eradicazione completa potesse essere errato e che servisse una strategia “adattabile”».

Lo studio su cavie con cancro al seno
Per ora i ricercatori, guidati da Giannoula L. Klement della Tufts University School of Medicine di Boston, hanno condotto test utilizzando un chemioterapico molto diffuso (paclitaxel) su cavie di laboratorio affette da due tipi di versi di carcinoma mammario. 
Il trattamento standard, molto aggressivo, è riuscito a diminuire le dimensioni della neoplasia, che è però poi ricresciuta una volta terminato il ciclo di cure. Invece, la “strategia di adattamento” (anche detta adattiva o adattabile), che consiste in un’iniziale elevato dosaggio di farmaco poi seguito da quantità progressivamente minori, si è rivelata più efficace nel tenere sotto controllo la crescita del tumore: tra il 60 e l’80 per cento dei topi sono infatti stati gradualmente svincolati dalla chemioterapia (arrivando a un intervallo tra una somministrazione e l’altra anche di alcune settimane) senza avere ricadute per un periodo di tempo molto lungo. «In molti pazienti oncologici - commenta l’autrice della sperimentazione - non si riescono a uccidere tutte le cellule cancerose, nonostante cure intensive che comportano anche pesanti effetti collaterali. 
Spesso accade che i chemioterapici eliminino le cellule malate che sono sensibili a quel medicinale, ma lascino intatte altre cellule cancerose che continuano a proliferare. 
E intanto, con dosaggi elevati, si danneggiano pesantemente anche altre parti sane dell’organismo. 
Questa nuova strategia, invece, viene elaborata gradualmente sulla base della risposta che si ottiene ai primi trattamenti: piuttosto che cercare di ridurre completamente la massa tumorale puntiamo a stabilizzarla».

«Assecondare» i cambiamenti nel microambiente
Già oggi alcuni schemi di terapia, spesso utilizzati nei pazienti con tumore avanzato, si basano sulla somministrazione meno intensa ma più frequente di farmaco
Non si ottiene una importante riduzione della massa neoplastica, ma un suo più prolungato controllo. «Le cellule tumorali vivono un sistema altamente dinamico e le terapie attualmente somministrate si basano su un modello tipicamente lineare basato sulla “massima dose tollerata” - commenta Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica 1 all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma -. 
La risposta al trattamento è spesso transitoria e le terapie frequentemente falliscono a causa delle cellule cancerose resistenti che riescono a trovare il modo di sopravvivere e crescere in un microambiente altamente eterogeneo. 
L’approccio della terapia adattabile, si basa proprio su questa eterogeneità: punta a “inseguire” e “assecondare” i cambiamenti all’interno del microambiente cellulare che è determinante anche nel modulare la risposta immunitaria del paziente verso il tumore. 
Alcune simulazioni matematiche avevano già dimostrato che ciò potrebbe portare a un aumento della sopravvivenza dei malati. 
Anche gli esiti di quest’ultima ricerca suggeriscono che il dosaggio decrescente della strategia adattiva possa contribuire al controllo tumorale grazie alla normalizzazione vascolare indotta dalla stabilizzazione della massa cancerosa».

Calibrare gradualmente i farmaci per controllare il tumore
In pratica, un precedente modello matematico aveva evidenziato che le cellule tumorali resistenti in tumori non trattati sono in numero considerevolmente inferiore rispetto a quelle più sensibili e “vivaci” perché sono meno forti di queste ultime. 
«Se si somministra una chemioterapia nel modo usuale, questa sarà in grado di alterare questo rapporto - spiega Cognetti -: le cellule più sensibili ridurranno considerevolmente il loro numero e di conseguenza si ridurrà la massa tumorale, fino a favorire una transitoria normalizzazione del microambiente a favore della crescita delle cellule resistenti. 
Il modello di terapia adattabile, basandosi su questa teoria, suggerisce di modulare continuamente la somministrazione dei farmaci, per raggiungere solo un piccola parte delle cellule sensibili. L’obiettivo è quello di mantenere un certo numero di cellule sensibili (e quindi la massa tumorale) che possano inibire la crescita di quelle resistenti. 
La strategia è quindi non quella di “guarire”, ma di “stabilizzare” la malattia nei pazienti con malattia avanzata. 
Naturalmente questi primi risultati possono essere solo il punto di partenza per l’avvio di studi clinici con ampia casistica di pazienti al fine di confermare o meno i risultati qui ottenuti. 
Ma è una strategia interessante, perché se è importante la ricerca di nuovi farmaci, per vincere la lotto al cancro è altrettanto rilevante esplorare la possibilità di un diverso utilizzo di farmaci già in uso al fine di ottimizzarne la resa».



sabato 27 maggio 2017

Momenti di Crisi e alternative.

I momenti di crisi sono una normalità, vanno diminuendo con il passare del tempo e della consapevolezza.

Posso portarvi il mio esempio della giornata di ieri dove il tutto è cominciato dal dolore che già provavo da due giorni; oltre a questo che ti piega in due nel letto dovevo ricominciare il ciclo di chemioterapia.

Il tutto messo nuovamente in discussione, il protocollo usato dalla medicina ufficiale non mi dà nessuna garanzia di guarigione e al tempo stesso agisce per certi versi in maniera negativa sul mio corpo uccidendo anche cellule sane e abbassando le difese immunitarie.

Personalmente ho anche preso questo percorso per non dare nulla di intentato continuando la ricerca e l’utilizzo di quelle che chiamano “cure alternative”.

Nel momento di crisi ti viene voglia di sospendere tutto e fare definitivamente scelte alternative; io sono al terzo ciclo di chemioterapia e credo di considerarlo l’ ultimo.

Con questo non posso dire che un percorso diverso mi dia garanzie quindi la situazione non cambia bisogna comunque vivere alla giornata e ringraziare di aver avuto ancora un giorno di sole.

Chi veramente mi segue in questo spazio sa che sono una persona che si informa molto e utilizza tutto ciò che può dare del beneficio al mio corpo e che possa essere nocivo per le cellule malate, ciò non toglie che anche in questo caso bisogna essere molto cauti e responsabili.

Bisogna stare molto attenti perché si dicono in giro anche tante cialtronerie che possono farci del male più di quello che abbiamo già.
Ma ci sono anche persone serie, vi porto un’ esempio di pochi giorni fa: ho contattato la Fondazione Pantellini perché volevo prendere l’ascorbato di potassio con ribosio, ci siamo scambiati numerose e-mail perché giustamente volevano sapere tutto sul mio caso e si sono mostrati molto seri che mi hanno telefonato sconsigliandomi per il momento di iniziare la cura in quanto essendo sotto chemioterapia non era il caso potevano esserci dei problemi.
Siamo rimasti che ci saremmo risentiti a fine ciclo con le analisi e avremmo stabilito tempi e dosi personalizzate.
Questo dimostra che serietà si può trovare e oltre a ciò mi hanno consigliato di continuare ad assumere la mia Curcumina, la vitamina D e la C, l’ Aloe e alcuni integratori che prendo della Linea Life120.

Oggi va un po’  meglio perché il dolore è attenuato da farmaci, il morale è tornato buono e cerco di lavorare per mantenermi concentrato e non farmi condizionare.

Ringrazio gli amici che mi sono vicini nei momenti giù e Voglio citare anche chi Virtualmente ha una parola di conforto, mi scuso con chi ho dimenticato.

Lorella Forza!!!!!!! La Tiz hei MAI mollare!!!!   Paola Dai Enrico non buttarti giu'. Ti ammiro per la tua grande forza. Prego per te. Un abbraccio.   Nicoletta Mai mollare!!!  Flora Enrico! Non devi mollare mai! Su forza!  Valentina Siii forte!! Un abbraccio di luce!!  Elda Sii forte . Ti ammiro. Un abbraccio   Mariarosaria,   Tina Non arrenderti mai...Ti auguro guarigione e speranza, fede nell'impossibile... un abbraccio   Francesco I,    Maria C,  Rita Forza Enrico!!! Stella Dai Enrico,non mollare... noi ci siamo a sostenerti Andrea B Sembra banale e lo so benissimo ma che la forza continui ad essere in te Enrico...Lorenzo G,  Lorita Nessun guerriero molla  Letizia,  Paolo N,   Marina  Mai dire mai. Devi combattere. Forzaaaa   Milena ehi...Enrico...il tuo praticello e il sole ti aspettano...forza guerriero..Patrizia C Bravo poi basta!!!! Ma dacci dentro a disintossicarti da sta m....Teresa S Non pensare "Non funziona". Il tuo pensiero influisce molto. Non essere negativo... scusami... penso sia molto difficile non esserlo... ma prova a pensare a tutte le persone che sono guarite grazie alla chemioterapia. Pensa che io non sono proprio a fa...Altro...Giuseppe A,  Tiziana D,   Marco T,  Silvia G Forza Enrico  Laura L,  Simona Forza tesoro  Claudia S Se funziona o meno... facciamolo dire agli esami. Ora tu impegnati. Fare chemioterapia NON è una passeggiata. Io dopo l'intervento avevo ancora 2 linfonodi. Una riunione multidisciplinare per decidere se rioperare o meno. Poi la hanno deciso per chemioterapia... plus. Negativa dal 2008

Simona V,   Norma Resisti fratellino .....resisti . Ti abbraccio  Patrizia V,  Michela Coraggio Enrico! Sei un guerriero!!! Simone  No mollare Enrico ! Non mollare mai !  Ottavio,  Celeste,  Filomena F,  Selma,  Alberto F,  Ricami V,  Vincenza G, Chiara  G,   Giancarlo Z,  Debora,  Michele P, Alberto Ciao, Enrico, spero possa guarire presto, in bocca al lupo  Landi,  Miriana, Irene Non ti devi arrendere ci sono questw giornate no ma ti prego insisti   Alessandra R,  Isabella N,  Cristina B CE LA PUOI FARE! Un abbraccio  MarcoCiarlo Non mollare mai!!!  Natàlia Resisti faccio chemio da 5 anni non mollare mai   Anna C Non arrenderti ! Andrisa Forza Enrico non mollare Daniela L,  Gianna,  Elena,  Isabella G,  Mina Resisti Enrico  Bianca,  Melinda,  Filomena Lotta Enricoooooooo Maria T,  Mariangela Anche se non ci conosciamo ...dal cuore un forte in bocca al lupo !!!!  Marina A,   Maria V Coraggio!! Sei un guerriero!!! Supererai anche questa!!! Un abbraccio grande!!  Daniela C  Enrico NON MOLLAREEEEEFrancesca C,😙  Sabrina P,  Daniela G  Non mollare..tu puoi farcela!  Darlene,  Elide , E no!!!! Non ci provare a mollare...... devi crederci...sempre e non mollare mai....mai!!!capito? Roxsana, Darlene, Michele, Mari Anna, Barbara Coraggio guerriero!!!!!!!!! Marina  Ei bello. Guarda che anche io ci conto su di te. Maria Pia, Antonia A  Non mollare! È solo un momento di stanchezza, riprendi le forze e continua ad andare avanti. Un abbraccio🌞 Luciana B,Antonella Te lo dico in madre lingua..." mho ià venì dá e ti à sfraganà d' mazzat"!!!Gianmichele Forza 🤗 Daniela Enrico devo tornare a trovarti x darti un po' di energia positiva Lucio, Paola Coraggio il nostro corpo a risorse che non sappiamo. Paola P.Anche se non ti conosco ti dico di non mollare.....ti mando un grande abbraccio Nives Dai!!! Ce la fai!!!! Un abbraccio esagerato! !!! Stefano, Enrico dai tieni duro FORZA!!!!!!! UN GRANDE ABBRACCIO Mirella, Enzo, Ottavio Coraggio non mollare se si spegne una fiammella ...... Tu accendine un'altra e un'altra ancora e ancora non ti stancare mai 

Grazie e ancora GRAZIE

Sono un po' deluso per l' andamento della mia campagna " buona causa" credevo di ricevere un simbolico euro che con i numeri avrebbe aiutato ma, pare non sia così ma continuerò; ringrazio nuovamente i pochi che hanno agito.

BUONA CAUSA
Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
considerati e sono a suo carico.
La regione mi consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi regionali.
Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
Ora messo da parte orgoglio si affida al buon cuore di amici che collaborano.
Sta utilizzando il suo blog personale dando informazioni utili a tutti e condividendo

la sua esperienza cercando al tempo stesso un sostentamento.

Per il Vostro Contributo PayPal col mio grazie e affetto cliccare QUI

Versamenti su carta postepay numero 4023 6006 5970 3732 
intestata Enrico Cirio  CRINRC60M23L2190







mercoledì 24 maggio 2017

Oggi 24/05/2017 FESTEGGIO 8 mesi della nuova VITA

Oggi 24/05/2017 FESTEGGIO 8 mesi della nuova VITA


Dopo un'intervento molto straziante ci è voluto parecchio tempo per riprendermi.
Come non bastasse è arrivata la triste sentenza dell'esame istologico che riscontrava
carcinoma al quarto stadio molto aggressivo.
Il nuovo intervento immediatamente sospeso e la speranza di risolvere tutto eliminando
lo stomaco svanisce.
I dolori sempre più devastanti fino ad arrivare a ricorrere a forti dosi di morfina.



E poi la chemioterapia, come bere acido muriatico e vedere così il tuo corpo mutarsi
giorno per giorno; l' abbandono di un' amore, di parenti stretti di amici 
senza dimenticare il vuoto finanziario.

Ma CONVIVERE CON IL TUMORE si può, si deve.
Si deve lottare tutti i giorni senza mai mollare, si deve studiare, ricercare lavorare su
se stessi.    "CREDERCI SEMPRE ARRENDERSI MAI" è 
diventato il mio motto.

E ora sono passati 8 mesi ho dei segnali positivi, di certo per ora di guarigione non se
ne parla anzi per oncologi sembra un termine che non conoscono ma, io tra alti e momenti
dove il male mi condiziona lo spirito continuo a crederci.

Voglio trasformare la mia esperienza in un segnale per tutti anche se non malati che la
vita è bella e bisogna viverla ed imparare a viverla al meglio allontanando tutto ciò che
la può condizionare in modo negativo.

Utilizzerò questo spazio per dare a tutti indicazioni, stimoli e momenti di riflessione.

Mi metterò a disposizione personalmente per affrontare insieme ogni problematica.

Nel dare forza e coraggio aumenterò la mia capacità di lottare e continuare a vivere
per ritornare ad essere fisicamente e psicologicamente meglio e più forte di prima.

Utilizzando un termine di un gruppo "SVOLTIAMO INSIEME"

Vi ringrazio di esistere Felice Giornata a Tutti Voi.


BUONA CAUSA
Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
considerati e sono a suo carico.
La regione mi consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi regionali.
Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
Ora messo da parte orgoglio si affida al buon cuore di amici che collaborano.
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venerdì 5 maggio 2017

Il lato oscuro dell'oncologia

Il lato oscuro dell'oncologia: pericoli e costiMarcello Pamio - tratto da: "Il lato oscuro dell'oncologia" dispensa in preparazione


Il pericolo della chemioterapia Ci hanno sempre insegnato che la cura principale dei tumori è la chemioterapia, cioè terapia a base di sostanze chimiche. 
Si sono però dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. 
Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire. 
Un malato di tumore viene avvertito che la chemio provocherà nausea, vomito, che cadranno i peli del corpo compresi i capelli, forse. 
Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta per quella malattia, si stringono i denti e si firma il consenso informato.
Dovete sapere però che l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che (solamente!) maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati! 
Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto: “stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.
L’amara conclusione, che si evince dall’Istituto Superiore di Sanità, è che la l’oncologia moderna per curare il cancro, utilizza delle sostanze chimiche che sono cancerogene (provocano il cancro), mutagene (provocano mutazioni genetiche) e teratogene (provocano malformazioni ai figli)!!! 
Qualcosa non torna: ad una persona sofferente dal punto di vista fisico, psichico e morale, debilitata e quasi sempre sottopeso, vengono iniettate delle sostanze così tossiche?!
Questo apparente controsenso - se non si abbraccia l’idea che qualcuno ci sta avvelenando - si spiega nella visione riduzionista e totalmente materialista che ha la medicina, ma questo è un argomento che affronteremo più avanti.



BUONA CAUSA

Enrico è un malato oncologico al quale i medici hanno dato poche speranze ma, la sua voglia di vivere lo porta a combattere e convivere giornalmente con la malattia. Ovviamente è fermo con il lavoro da libero professionista dal settembre del 2016, gli hanno riconosciuto l' invalidità del 100/100 con inabilità al lavoro; per la quale percepisce una pensione mensile di 289,80 euro e non ha altri redditi e un ISEE pari a zero.
Non si può negare che è esente dai tichet, quindi non paga nessuna cura oncologica
ma, tutto ciò che usa come integratori per sostenersi e curarsi non sono
considerati e sono a suo carico.
La regione mi consente di viaggiare gratuitamente sui mezzi regionali.
Capirete che i pochi risparmi sono finiti molto in fretta e lo Stato dove è ?
Si è iscritto alle liste speciali per vedere se lo fanno lavorare ma, per il momento nulla.
Ora messo da parte orgoglio si affida al buon cuore di amici che collaborano.
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intestata Enrico Cirio

ART and VITA PARLOTTANDO (CONVIVERE CON IL TUMORE) to SUN ... all a bit ... the dialogue has no boundaries as information and experiences. ARTE e VITA PARLOTTANDO al SOLE oggi Convivere con il Tumore...di tutto un pò...il dialogo non ha confini come l'informazione e l'esperienze....