sabato 30 marzo 2013

CIAO ENZO JANNACCI

Ciao

EnzoJannacci

e chi non se lo ricorda, quell' uomo serio con tanta ironia. 
 
Di parole su

ENZO JANNACCI

ne troverete ovunque io lo ricordo con un brano:

 

 CIAO ENZO JANNACCI Venite a trovarmi QUI

SONO E VOGLIO FARE LA MAMMA

Devo dare VOCE a ANTONIETTA  

CHE E' e VUOLE FARE LA MAMMA  

La parola più bella sulle labbra del genere umano è Mamma... ogni cosa in natura parla di MADRE e nessuno può sminuire questo ruolo.... >u>La mia storia possa essere di riflessione per tutti ...accetto consigli, opinioni , ecc....Chi scrive è una mamma, una delle tante che si presentano dinanzi ai tribunali con i loro ex compagni e/o mariti per la gestione dei Loro figli. Anch’ io con il padre dei miei figli . mi sono trovata a rivolgermi al TRIBUNALE DEI MINORI ,con mia richiesta ,di sancire un affidamento condiviso rinunciando a qualsiasi emolumento e dando al padre il massimo della disponibilità nel suo rapporto con i figli legittimi ( come da atti) ovvio tutelando la mia vita privata. Se Mi permetto di raccontare la mia storia è perché sono una delle rare mamme che hanno perso “ il loro poter fare la mamma se Volete la loro battaglia “. Termine convenzionale, in quanto non Volevo né voglio fare nessuna battaglia visto che in questi casi ci son solo perdenti e sono i miei figli che non hanno chiesto di essere messi al mondo. Io e il mio ex compagno ci siamo separati per Incompatibilità di carattere, modi di educare diversi e modi diversi di affrontare la vita.

MAMMA

Circa 6 anni fa, avevo deciso di interrompere la convivenza con il mio convivente portando ovviamente via con me i miei figli; non lo feci perché il mio ex non aveva nessun rapporto con il mondo, neppure con la madre e il padre ( separati da molti anni ), non aveva un lavoro e affrontava male ogni cosa. Io con il mio carattere combattivo gli sono rimasta vicino e mi sono impegnata e ho fatto in modo che riallacciasse i rapporti con la famiglia e oltre a ciò, con successo, io mamma,con il mio datore di lavoro chiedendo la sua assunzione in quanto in famiglia il mio stipendio non era sufficiente. Tuttora lavora nella stessa azienda senza onorarmi nel merito ( non mi ha fatto fare bella figura),le cose non sono migliorate anzi, oltre agli stessi problemi si è aggiunto il peso di lavorare insieme; portarsi a casa i vari mal contenti. Non sono più riuscita ( MAMMA ) ad andare avanti…dopo 11 anni di convivenza a luglio 2010 ho deciso di PORRE FINE ALLA MIA INFELICITA’ e al mio continuo mentire a Me stessa e ai Miei FIGLI compresi.

MAMMA

I mie due figli minori A. e A trascorrevano le vacanze estive a casa della nonna paterna e del suo convivente; E mentre continuavo il mio lavoro, ho messo in piedi casa nuova “ con debiti” nel medesimo paese in cui vivevamo, e dove i miei figli ,dove i miei figli andavano a scuola (tra l’altro la casa logisticamente a pochi passi dalla scuola e da tutto il centro cittadino, e a soli 5 minuti in auto dal lavoro e come spesso o meglio sempre faccio 30 minuti a piedi..) Il sig. Papà, che dapprima non voleva lasciare casa per i bambini ”ovviamente” si è poi trasferito a P.. presso la mamma e il compagno della medesima tenendo sempre con se i figli e tutto quello che economicamente era stato costruito compresi regali ed aiuti avuti dalla Mia famiglia. Non mi è mai stato possibile condividere,da mamma, con i piccoli la nuova situazione se non utilizzando i Carabinieri “ma riuscite a vedere una mamma a prendere i figli con le forze dell’ ordine ? “ solo un giorno per poche ore è stato concesso aiutare a dipingere un muro nella nuova casa. MAMMA, obbligata dai fatti ho dovuto mio malgrado economico presentarmi davanti ad un Giudice Tutelare il quale come la legge dice ha legiferato un’ affidamento condiviso e per non stravolgere ulteriormente la vita dei miei piccoli che ormai dall’estate dimoravano a casa della nonna , restavano nell’abitazione della nonna e del padre pur mantenendo la residenza anagrafica a casa mia dove hanno conseguito l’anno scolastico 2010/11, nonostante l’ intervento assiduo del padre per far cambiare percorso a metà anno dei piccoli ( li voleva residenti e a scuola a P..) Il calendario di visite prospettato dal giudice è stato rispettato da me mamma sino a quando i bambini non hanno cominciato il nuovo anno scolastico. Da questo punto si deve Sapere come sono andate le cose: Abbiamo deciso di intraprendere un discorso di mediazione familiare contemporaneamente ad un percorso di visite psicologiche per mio figlio A. di 11 anni in quanto aveva un comportamento vivace e ribelle,a parer mio dovuto allo stile di vita familiare non consono a chi ha figli: sempre a casa, mai gite fuori porta o rapporti con altri bambini fuori orari scolastici …una normale vita sociale vietata e sempre soli. Dai primi esiti “ è parso” l’eventualità di far frequentare ai bambini la scuola di P… tanto sponsorizzata dal padre. La Psicologa … che segue A… non ha rilevato problemi nel ragazzino se non la sofferenza nel vedere litigare i genitori da sempre e che non è poco ma, il cambiamento di scuola non è negativo. Costretta dall’ atteggiamento di tutti gli interlocutori accetto, per, il bene dei piccoli, quanto viene detto non chiamando ovviamente a responsabilità tutti ma Rendendo consapevoli i miei piccoli che tutto questo ci avrebbe allontanati e che anch’io come loro ero Vittima di questo allontanamento in quanto non avrei ne’ a tempi ne’ a mezzi potuto fare quello che è mio dovere , desiderio e Onore di MADRE. Insomma i miei figli ora frequentano la scuola di P. e risiedono con il papà , la nonna e compagno; io non posso accompagnarli a scuola come tutte le mamme fanno perché la distanza non mi consente di tornare in tempo per il mio orario di lavoro e non nego anche le difficoltà economiche visto che fare avanti e indietro 4 volte al giorno non è poco anche se da calendario del giudice dovrei farlo per 3 giorni a settimana. Fossero rimasti a CASA sarebbe stato più facile pur rimanendo a casa del papà a P, il quale dato che lavora con me vicino a CASA , da casa doveva passare e senza nessun problema lasciarli a scuola. Non mi sono sentita aiutata in questo, e a prescindere da me, ho sempre sostenuto che quando ci sono dei problemi questi vanno affrontati, quantomeno si prova, non si scappa e nel caso dei miei figli sono stati AIUTATI A SCAPPARE. A scappare dalla loro realtà e dalla loro mamma…. Mamma giudicata di aver abbandonato la famiglia ( io ho lasciato lui non i miei figli), di non essere una buona madre perché impone loro una nuova figura accanto a lei: ho un compagno. La nostra amicizia nata dopo aver lasciato P. è andata crescendo fino a diventare qualcosa di più e ai miei figli l’ho detto subito. Con loro sono stata e sono un libro aperto… A differenza del papà i miei figli l’hanno accettato, stanno bene quando siamo insieme. Non conviviamo ma quando ho i bambini con me il mio compagno ci raggiunge e usciamo tutti insieme, ci porta in giro a vedere cose che non abbiamo mai visto ( zoo, laghi, montagna…) ma non facendo le veci di un papà ma di un amico, un compagno di giochi e se vogliamo una persona che vuole un mondo di bene alla loro mamma e di conseguenza anche a loro. Tutto facile non ci fossero le disapprovazioni del pafre che probabilmente vive male il tutto dicendo ai bambini di tutto e di più mettendoli a disagio se quando sono con me c’è anche il mio compagno. Insomma la mia felicità secondo il padre, non posso condividerla con i miei figli. Sostiene che , qualora mi sposassi se lui non è d’accordo a far frequentare i bambini a chi sarà mio marito può farlo…il suo comportamento di padre/padrone sta continuando e nessuno lo ferma e non è mia intenzione vivere ancora di rinunce soprattutto quando si parla di sentimenti, affetti… NON RINUNCIO AI MIEI FIGLI NE’ A CHI OGGI MI RENDE SERENA per un’immaturo e non sicuro del suo ruolo di padre. Vedo i miei figli un fine settimana ogni 15 giorni e adesso fanno di tutto e di più oltre l’orario scolastico : lunedì danza moderna e SABATO nuoto così che il mio week end è ancora più corto. Oltre il danno la beffa, mi viene chiesto di pagare ciò che allontana ancor più i figli da me. E allora mi chiedo: COSA VUOL DIRE AFFIDAMENTO CONDIVISO? NON VEDO I MIEI FIGLI ALLO STESSO MODO DEL PADRE! COS’E’ CONDIVISO? SOLO IL DENARO? Mi sono indebitata per metter su casa in funzione dei miei figli, non ho chiesto nulla al padre. Nemmeno ciò che mi apparteneva in quanto pagato da me o che già avevo o hanno regalato. Se i miei figli stanno male non sono io, la loro mamma, a prendermene cura o a far loro le coccole ma LA NONNA PATERNA e io il più delle volte nemmeno lo so perché non mi viene detto, pur sentendoli al telefono tutti i giorni ( se ne guardano bene a dirmi tutto al momento, ma dopo) Sono una CATTIVA MADRE ( mi ha detto Padre) perché sto tardando a dare la metà dei soldi per i libri comprati nuovi ( la scuola aiuta in questi casi ma bisogna vestirsi di umiltà, e per chi vive in una villetta in un paese piccolo, dove conta l’immagine ,è degradante e il padre tiene alla sua immagine) Tutto questo NON E’ STATO DECISO DA UN GIUDICE! Ho le mani legate… non mi rivolgo nemmeno più al mio Legale (non ne ho le possibilità) e le Istituzioni, i vari interlocutori appoggiano solo il padre che sa PARLARE molto bene, sa PARLARE di valori, di psicologia, sa DIRE cos’è giusto e cos’è sbagliato incantando chiunque e nessuno si accorge che chi ha seri problemi di immaturità, di insicurezza che riversa sui figli è LUI, padre. Io lo dico, lo grido ma mi sembra di farlo come in un film muto, manca il sonoro e nessuno mi sente. ED E’ PER QUESTO CHE HO VOLUTO SCRIVERE QUESTA STORIA E FAR SAPERE AL MONDO CHE SONO E VOGLIO FARE LA MAMMA

venerdì 22 marzo 2013

GIORNATA MONDIALE dell' ACQUA

Non ci si può non soffermare su questo argomento; l’ acqua è uno dei principali elementi indispensabili all’ essere umano e alla sua natura. Il fatto drammatico e che teoricamente viviamo in una società civilizzata e tecnologicamente sempre più avanzata ma le persone che continuano a non avere accesso all'acqua potabile sono circa un miliardo e cosa ancor più grave ogni 20 secondi un bambino muore per mancanza di acqua pulita.

ACQUA

c'è l'appello di Green Cross (Green Cross International è presente in oltre 30 Paesi in tutto il mondo, interviene direttamente con propri progetti sui più delicati temi ambientali e sociali. Collabora con altre ONG, imprese pubbliche e private, con Paesi, Regioni ed Autorità locali, nonché con le altre organizzazioni e agenzie delle Nazioni Unite.) “SALVA LA GOCCIA”, il 22 marzo risparmia l’acqua per un giorno intero Questa certo è un’ iniziativa stimabile, ma non sufficiente se non ci poniamo costantemente degli interrogativi e non ci proponiamo civicamente a un consumo consapevole dell’acqua. L’

ACQUA

ORO BLU del pianeta E’ ora di riconoscerlo tale mettendo in pratica un’azione risparmiosa: fare la doccia anziché il bagno, chiudere il rubinetto quando ci si insapona, a scuola dedicare una parte delle lezioni ai temi della razionalizzazione dei consumi idrici, coinvolgere le famiglie, gli amministratori locali, gli enti, i media perché adottino e promuovano comportamenti individuali consapevoli e politiche virtuose. Noi cominciamo dal piccolo: Preferire la doccia al bagno. Per riempire una vasca sono necessari 100 litri d'acqua mentre per una doccia il consumo d'acqua è pari circa alla metà. Lavarsi i denti in modo ecologico. Un gesto quotidiano come lavarsi i denti può comportare enormi sprechi d'acqua nel lungo periodo a causa della pessima e inutile abitudine di lasciare sempre il getto dell'acqua aperto. E' sufficiente utilizzare il getto d'acqua soltanto due volte: (1)inizialmente sullo spazzolino e (2) successivamente per risciacquare lo spazzolino. Nell'atto di lavarsi i denti, almeno 2 minuti per una buona pulizia, è inutile lasciare il rubinetto aperto. Inoltre per risciaquare i denti utilizzate un bicchiere, è più comodo e consente un minore spreco d'acqua. In ogni caso, per una migliore pulizia dei denti è sempre consigliato risciacquare la bocca usando lo stesso spazzolino imbevuto d'acqua per rimuovere il dentifricio dai denti prima di provvedere al risciacquo finale della bocca con un bicchiere. La rasatura ecologica. Evitare di lasciare il rubinetto aperto per pulire il rasoio e mentre ci si rade. Chiudete il tappo del lavabo e riempitelo d'acqua fino alla metà per utilizzarla nel risciacquo del rasoio di volta in volta. Si tratta semplicemente di modificare un'abitudine, per il resto nulla cambia alla qualità della rasatura e tantomeno al tempo necessario per radersi. Per lavarsi le mani è inutile tenere sempre aperto il getto d'acqua. Per una buona pulizia è soprattutto necessaria una buona perizia nell'insaponarsi le mani. Aprite il rubinetto una prima volta per bagnare le mani e il sapone, poi richiuderlo. Dopo aver insaponato le mani, per 1-2 minuti, riaprite il getto d'acqua solo per risciacquarle. Il risparmio d'acqua è assicurato, si tratta solo di modificare qualche piccola abitudine. E tanto altro ancora GENTE BUONA ACQUA

giovedì 21 marzo 2013

L' UOMO CHE CORREVA PIETRO MENNEA

PIETRO MENNEA è nato a Barletta il 28 giugno del 52, è stato un atleta, un Politico e un avvocato. L’ uomo che correva

Pietro Mennea

è stato Olimpionico nel 1980 e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 (con il tempo di 19"72, attuale record europeo). Nasce in una modesta famiglia di Barletta. Il padre è sarto e la mamma casalinga. Dopo le medie si iscrive a ragioneria. A 15 anni, su uno stradone di Barletta, sfidava in velocità una Porsche color aragosta e un'Alfa Romeo 1750 rossa: a piedi, sui 50 metri, batteva l'una e l'altra e guadagnava le 500 lire per pagarsi un cinema o un panino.Prosegue gli studi all'I.S.E.F.

Pietro Mennea

oggi ci ha lasciato a quasi 61 anni, per tutti noi italiani resterà per sempre la " FRECCIA DEL SUD " L’ uomo che correva PIETRO MENNEA ci ha insegnato che sacrificio unito ad umiltà e forza Mentale ti portano a raggiungere podi più alti di te. Lo salutiamo sapendo che è stato un grande esempio che ha reso orgogliosa l’ Italia che lo Porterà sempre nel cuore. Ciao UOMO CHE CORREVA ciao PIETRO MENNEA

sabato 16 marzo 2013

PAPA FRANCESCO

Grande operazione di Marketing?

PAPA FRANCESCO

deve riportare le pecorelle e pulire il pollaio ?
 La scelta del nome ispirata a San Francesco di Assisi
San Francesco d’Assisi nacque ad Assisi nel 1182 ca. e morì nel 1226. Giovanni Francesco Bernardone, figlio di un ricco mercante di stoffe, istruito in latino, in francese, e nella lingua e letteratura provenzale, condusse da giovane una vita spensierata e mondana; partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e venne tenuto prigioniero per più di un anno, durante il quale patì per una grave malattia che lo avrebbe indotto a mutare radicalmente lo stile di vita: tornato ad Assisi nel 1205, Francesco si dedicò infatti a opere di carità tra i lebbrosi e cominciò a impegnarsi nel restauro di edifici di culto in rovina, dopo aver avuto una visione di san Damiano d’Assisi che gli ordinava di restaurare la chiesa a lui dedicata.
Il padre di Francesco, adirato per i mutamenti nella personalità del figlio e per le sue cospicue offerte, lo diseredò; Francesco si spogliò allora dei suoi ricchi abiti dinanzi al vescovo di Assisi, eletto da Francesco arbitro della loro controversia. Dedicò i tre anni seguenti alla cura dei poveri e dei lebbrosi nei boschi del monte Subasio. Nella cappella di Santa Maria degli Angeli, nel 1208, un giorno, durante la Messa, ricevette l’invito a uscire nel mondo e, secondo il testo del Vangelo di Matteo (10:5-14), a privarsi di tutto per fare del bene ovunque.
Tornato ad Assisi l’anno stesso, Francesco iniziò la sua predicazione, raggruppando intorno a sé dodici seguaci che divennero i primi confratelli del suo ordine (poi denominato primo ordine) ed elessero Francesco loro superiore, scegliendo la loro prima sede nella chiesetta della Porziuncola. Nel 1210 l’ordine venne riconosciuto da papa Innocenzo III; nel 1212 anche Chiara d’Assisi prese l’abito monastico, istituendo il secondo ordine francescano, detto delle clarisse. Intorno al 1212, dopo aver predicato in varie regioni italiane, Francesco partì per la Terra Santa, ma un naufragio lo costrinse a tornare, e altri problemi gli impedirono di diffondere la sua opera missionaria in Spagna, dove intendeva fare proseliti tra i mori.
Nel 1219 si recò in Egitto, dove predicò davanti al sultano, senza però riuscire a convertirlo, poi si recò in Terra Santa, rimanendovi fino al 1220; al suo ritorno, trovò dissenso tra i frati e si dimise dall’incarico di superiore, dedicandosi a quello che sarebbe stato il terzo ordine dei francescani, i terziari. Ritiratosi sul monte della Verna nel settembre 1224, dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione, sul cui aspetto, tuttavia, le fonti non concordano.
Francesco venne portato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi totale, che non indebolì tuttavia quell’amore per Dio e per la creazione espresso nel Cantico di frate Sole, probabilmente composto ad Assisi nel 1225; in esso il Sole e la natura sono lodati come fratelli e sorelle, ed è contenuto l’episodio in cui il santo predica agli uccelli. Francesco, che è patrono d’Italia, venne canonizzato nel 1228 da papa Gregorio IX. Viene sovente rappresentato nell’iconografia tradizionale nell’atto di predicare agli animali o con le stigmate.

Certo i tempi sono cambiati ma il PAPA FRANCESCO

ha dato subito segni di gran nobiltà rinunciando o limitando molte consuetudini di un Papa.
In questi brevi giorni i media hanno dato il maggior risalto a questi atteggiamenti “grilliani “, non me ne voglia il gran Beppe.
E’ noto a tutti la molteplicità degli scandali che vedono coinvolta la chiesa e il sempre minor interesse attivo religioso; certo si doveva fare “ almeno apparentemente” una svolta e sempre citando il buon Beppe “ TUTTI A CASA

purifichiamo sto’ mondo di corrotti e torniamo al vangelo, alla solidarietà, torniamo in mezzo alla gente …” rinunciamo”.

Ma chi è Papa Francesco,

Jorge Mario Bergoglio PAPA FRANCESCO
Arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, nel 2005, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone”.
Inizia così un lungo articolo pubblicato sul sito del prete ‘no global’ Don Vitaliano della Sala, la scheda sul “passato oscuro” di chi, a distanza di 8 anni, è il nuovo PAPA FRANCESCO.
“Le prove del ruolo giocato da Bergoglio PAPA FRANCESCO a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente”.
“I fatti riferiti da Verbitsky. Nei primi anni Settanta Bergoglio PAPA FRANCESCO , 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Entrando a capo della congregazione, ereditò molta influenza e molto potere, dato che in quel periodo l’istituzione religiosa ricopriva un ruolo determinante in tutte le comunità ecclesiastiche di base, attive nelle baraccopoli di Buenos Aires. Tutti i sacerdoti gesuiti che operavano nell’area erano sotto le sue dipendenze. Fu così che nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro”.
“Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano”.
“Alle accuse dei padri gesuiti di averli traditi e denunciati, il cardinal Bergoglio oggi PAPA FRANCESCO, si difende spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia di fronte a un imminente pericolo. Un botta e risposta che è andato avanti per anni e che Verbitsky ha sempre riportato fedelmente, fiutando che la verità fosse nel mezzo. Poi la luce: dagli archivi del ministero degli Esteri sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti, mettendo fine a ogni diatriba. In particolare Verbitsky fa riferimento a un episodio specifico: nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell’Argentina delle torture. Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l’istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell’Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c’è scritto: “Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell’Esma”. Poi termina dicendo che la fonte di queste informazioni su Jalics è proprio il Superiore provinciale dei gesuiti padre Bergoglio oggi PAPA FRANCESCO, che raccomanda che non si dia corso all’istanza. E non finisce qui. Un altro documento evidenzia ancora più chiaramente il ruolo di Bergoglio: “Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall’esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase”. È il documento classificato Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9. Nel libro di Verbitsky sono pubblicati anche i resoconti dell’incontro fra il giornalista argentino e il cardinale, durante i quali quest’ultimo ha cercato di presentare le prove che ridimensionassero il suo ruolo. “Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti – affermò l’arcivescovo – tra l’altro perché non ho mai creduto che lo fossero”".

Concludendo e aldilà di ogni documento che riguardi il passato di PAPA FRANCESCO resta il fatto che bisogna vivere proiettandosi nel futuro… e per il futuro la gente si aspetta molto da PAPA FRANCESCO e fra le tante, come San Francesco si spogliò dagli ori e dal lusso che Lui SPOGLI il VATICANO dai poteri, dai palazzi, dallo IOR…che SPOGLI la Chiesa da interessi politici e finanziari…che SPOGLI gli uomini che lo circondano dall’ipocrisia e dall’arroganza…ma soprattutto di NON PERMETTERE MAI PIU’ agli uomini di Chiesa di SPOGLIARE i BAMBINI…
Vai PAPA FRANCESCO e RIPARA LA CHIESA…
BUON LAVORO da Enrico

 

giovedì 14 marzo 2013

IL MOVIMENTO ZEITGEIST IN ITALIA

Cos'è IL Movimento Zeitgeist?

IL MOVIMENTO ZEITGEIST Il Movimento nasce nel 2009 da una creazione artistica del regista statunitense Peter Joseph, con l’uscita del suo film Zeitgeist: Addendum, ma ha presto assunto un respiro internazionale e decentralizzato. Si tratta di un movimento sociale non-profit, che mira ad un cambio di valori su scala globale. Lo scopo è elevare lo Zeitgeist (spirito del tempo), appunto, lo spirito culturale delle società, ad un livello più umano e sano, in modo che sia basato sulle risorse della Terra, sulle nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche, e sulla liberazione delle persone, che possano finalmente realizzare il loro potenziale, nel rispetto della natura.

Da chi è composto IL MOVIMENTO ZEITGEIST

In appena due anni di vita, il Movimento Zeitgeist ha raggiunto mezzo milione di iscritti in tutto il mondo, ha prodotto due film, diversi libri e decine di conferenze. Ci sono centinaia di gruppi di attivisti sparsi in 100 paesi in tutto il mondo, che traducono il materiale in più di 30 lingue, organizzano conferenze, proiezioni, discussioni, creano podcast, articoli, musica, arte. Tutto distribuito gratuitamente in rete tramite Creative Commons, tutto fatto da volontari Idee proposte dal" IL Movimento Zeitgeist" Il Movimento ha come obiettivo l'eliminazione di concetti quali: istituzioni politiche, religiose, militarizzazione, istituti bancari, e quindi la transizione verso un nuovo modello socio-economico basato su una gestione tecnica e responsabile delle risorse, su una ripartizione ed una distribuzione svolte per mezzo di ciò che viene considerato il metodo scientifico del ragionamento sui problemi e della ricerca di soluzioni ottimali. Questo modello economico basato sulle risorse promuove un approccio tecnico e diretto alla gestione sociale, a differenza di quello monetario o politico. Esso propone di aggiornare il funzionamento della società ai più avanzati e provati metodi che la Scienza può offrire, eliminando le conseguenze, i danni e le inibizioni generate dall'attuale sistema di scambio monetario, dai profitti, dalle imprese ed altre componenti strutturali. Il Movimento Zeitgeist promuove quindi attivismo, consapevolezza e una riforma transitioria attraverso un network e iniziative propositive promosse dai capitoli nazionali/regionali, gruppi di lavoro, eventi annuali, media e opere di solidarietà. Mi auguro che questa piccola presentazione Vi avvicini a conoscere meglio IL MOVIMENTO ZEITGEIST

venerdì 8 marzo 2013

8 MARZO " festa della donna "

E .... si oggi 8 marzo... tutti li a fare auguri e donar mimose

Che fastidio...
Tutti ipocriti sia uomini che donne .... intendo !!!
Ma vi informate in che mondo viviamo e 
quanta violenza le donne subiscono...
non credo... basta una mimosa e 
sia l'uomo che la donna si scorda di tutto
QUANDO FINIRA' TUTTO QUESTO ?

un messaggino segreto per le DONNE qui

HO UN SEGRETO DA SVELARE






http://www.EmpowerNetworks.it/?vivobene

 Vi siete mai chiesti se esiste scientificamente un modo per diventare ricchi ?
Esistono sicuramente delle regole che governano il processo di acquisizione della ricchezza.

Basta seguirle e con matematica certezza si diventerà ricchi.

Il fatto di possedere mezzi e ricchezza è il risultato del fare le cose in un   certo modo
E’ solo il perseguire un certo metodo in maniera costante che porta al risultato di essere Ricchi contrariamente a chi per quanto siano capaci e lavorino duramente, rimangono poveri.
E’ una legge naturale che cause analoghe procurino effetti analoghi, chiunque lavori in un certo modo, raggiungerà la ricchezza.
Seguite questi fatti: non dipende dall’ ambiente se no chi vive in un ambiente ricco sarebbe Ricco per forza; chi vive in uno stato povero non è detto che sia in povertà.
Vediamo poveri e Ricchi vivere l’uno accanto all’altro nello stesso ambiente e magari svolgendo la stessa attività, la differenza e che non si muovono in un certo modo.
Non è neppure talento… quanti grandi artisti son morti in povertà e chi con idee, se vogliamo banali, son diventati ricchi.
Risparmiare non sempre e sinonimo di essere ricchi, molti sono poveri e noiosi, spesso chi spende diventa ricco.
L’idea originale non è la soluzione, ma è chi fa’ le cose in un certo modo che fa’ la differenza.
“ Se diventare RICCHI è solo conseguenza del fare le cose in un certo modo e se cause analoghe producano sempre effetti analoghi, allora qualsiasi Donna o Uomo che faccia le cose

In questo modo POTRANNO ARRICHIRSI.

Tutto ciò è scienza ESATTA.”

A QUESTO PUNTO, VIENE DA CHIEDERSI SE QUESTO CERTO MODO E' SCENZA ESATTA... CERTO CHE SI'... UN ESEMPIO E' IN NOSTRO TEAM IN ITALIA

lunedì 4 marzo 2013

LUCIO DALLA

CIAO LUCIO....
SEMPRE NEL CUORE...

Miriam Makeba

81 ANNI FA' ALLA LUCE UNA GRANDE DONNA


è stata una cantante sudafricana di jazz e world music. È nota anche per il suo impegno politico contro il regime dell'apartheid e per essere stata delegata alle Nazioni Unite.
VEDI 

'Mama Africa'
 Nata a Johannesburg il 4 marzo 1932, Makeba ha guadagnato la fama iniziale nel 1959 durante un tour degli Stati Uniti con il gruppo sudafricano dei Fratelli Manhattan.
Makeba 's era una voce forte contro il governo razzista nel paese d'origine. Corse afoul del governo nel 1960 dopo aver partecipato a Come Back, Africa, un documentario anti-apartheid, un anno prima.
Il suo esilio successivo, che l asted per quasi 30 anni, non ha fatto nulla per diminuire la sua fama internazionale anche se non sarebbe tornato fino a quando Nelson Mandela è emerso dal carcere nel 1990.
Cinque anni dopo il suo esilio, sarebbe diventata la prima donna di origini africane di avere l'onore di vincere un Grammy Award, che divideva con Belafonte per An Evening with Belafonte / Makeba. E 'stata la prima sua produzione di album per caratterizzare autentica Zulu e musica swahili, una pietra miliare nel genere world music.
GRAZIE DI ESSERE ESISTITA... 

domenica 3 marzo 2013

Armando Trovatoli




 


La scomparsa, a 95 anni, qualche giorno fa a Roma. Fu autore di brani celebri e delle colonne sonore di oltre 300 film.               E' morto Armando Trovajoli colonna sonora della nostra vita

 




Il compositore se n'è andato in silenzio qualche giorno fa ma la vedova l'ha comunicato solo oggi: "Non amava presenzialismi, né applausi. Non voleva funerali ma essere cremato". Nella sua carriera ha scritto brani indimenticabili, da 'Roma nun fa la stupida stasera', ad 'Aggiungi un posto a Tavola'
Nella sua lunghissima carriera ha suonato con i più qualificati jazzisti del mondo. Da Duke Ellington, Louis Armstrong, Miles Davis, Chet Baker a Stephan Grappelli, Django Reinhardt e altri. Trovajoli è l'uomo che ha scritto le note di pezzi indimenticabili della storia della musica italiana. Ma ha musicato anche parte del miglior cinema italiano, componendo un centinaio di colonne sonore, da quella di 'Riso Amaro' di Giuseppe De Santis del 1949 a quella di 'Giovani e belli' di Dino Risi nel 1996, ma anche 'Un giorno in pretura', 'La ciociara'. 'C'eravamo tanto amati', 'Profumo di donna', 'Una giornata particolare'. Armando Trovajoli è stato pianista, direttore d'orchestra e compositore. Prolifico, poetico. La commedia musicale grazie alla lunga collaborazione con Garinei e Giovannini. deve tanto alle sue composizioni. Tra le sue canzoni più celebri anche "Aggiungi un posto a tavola".
Da bambino studiò violino per poi entrare nel 1937 nell'orchestra di Rocco Grasso. Nel 1939 passò all'orchestra di Sesto Carlini, una delle più rinomate formazioni jazzistiche italiane dell'epoca. Poi la guerra. Il suono assordante. E dopo il diploma al Conservatorio Santa Cecilia di Roma (1948). Nel 1949 al Festival du Jazz de Paris dove, con Gorni Kramer al contrabbasso e Gil Cuppini alla batteria, suonò nella celebre Salle Pleyel. Col titolo Musica per i vostri sogni, e in un secondo tempo con quello di Eclipse, arrivò alla radio, con Piero Morgan (Piero Piccioni) e realizzando uno tra i primi tentativi italiani di presentare esecuzioni pianistiche di jazz con orchestra d'archi.

All'inizio degli anni 50 la Rai gli affidò la direzione di un'orchestra di musica leggera, Trovajoli decise di impostarla con un grande organico di 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 1 flauto, 1 oboe, 1 clarinetto, 1 corno, l'arpa, vibrafono, chitarra elettrica, contrabbasso, batteria e il pianoforte suonato da lui. I microfoni furono quelli di Radio Roma.
Con lo pseudonimo Vatro cominciò a scrivere canzoni, da 'E' l'alba', 'Dimmi un po' Sinatra' e altre. Nel '51 per Dino De scrisse la colonna sonora di 'Anna', film diretto da Alberto Lattuada. La canzone 'El Negro Zumbon' cantata in playback e danzata da Silvana Mangano, ma in realtà è eseguita dalla voce di Flo Sandon's, divenne un successo mondiale. Lo stesso anno si esibì come concertista suonando musiche di Gershwin sotto la direzione di A. Rodzinsky al Teatro San Carlo di Napoli e di Willy Ferrero alla Basilica di Massenzio in Roma. Nel 1953, oltre a scrivere il commento per il film 'Due notti con Cleopatra', arrivò a Sanremo, vincendo con l'arrangiamento della canzone vincitrice 'Viale d'autunno'. Con 'Che m'è mparato a ffà', lanciata e incisa in disco da Sophia Loren nel 1956, ottenne un altro grande successo mondiale.
Così come con 'Roma, nun fà la stupida stasera'.

La sua vita più intima è riservata, come lui. Nel 1962 sposò l'attrice Anna Maria Pierangeli, dalla quale ebbe un figlio, Howard Andrea. Nel 1968 dopo il divorzio, sposò Mariapaola, madre del suo secondo figlio Giorgio. 'Rugantino' fu realizzato nel 1973 con Adriano Celentano come attore protagonista ma il copione divenne un successo quando fu ripreso da Garinei e Giovannini. Con loro reallizzò anche 'Ciao Rudy' e 'Aggiungi un posto a tavola'.
Tra le colonne sonore è indimenticabile anche la collaborazione con Vittorio De Sica, Marco Vicario, Dino Risi, Luigi Magni e Ettore Scola del quale ha musicato praticamente l'intera filmografia. Nel 2007 ha ottenuto il Premio Speciale David di Donatello alla carriera. Nel 2009 ha collaborato al nuovo disco di Renato Zero, e il 20 giugno ha partecipato al concerto allo Stadio Olimpico "Corale per l'Abruzzo". Nel 2010 ha ricevuto il Premio Federico Fellini 8 1/2 per l'eccellenza artistica e nel 1995 è stato nominato Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Fino al il 3 febbraio del 2000 quando è stato nominato Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

"Con 'Armandino' eravamo molto amici. Ero stato a pranzo a casa un po' di settimane fa. Tre ore fa ho saputo della sua scomparsa e sono sconcertato", ha detto Gigi Proietti. "Qualsiasi cosa si dica ora suona come ovvia. E' un lutto serio, anche se l'età era avanzata, come quando ti muore un genitore: non te l'aspetti mai. Lui poi era ancora molto attivo. L'ultima volta che l'ho visto aveva progetti, stava pensando, scrivendo. Suonò al piano e noi ascoltammo in religioso silenzio". Il rapporto con Trovajoli, ha ricordato Proietti, nacque nel '73, quando girai 'La Tosca' di Luigi Magni e lui scrisse per me 'Nun je da' retta, Roma', una canzone che ancora porto nel mio repertorio e che ora continuerò a fare con un motivo in più.
Anche Pippo Baudo ha commentato commosso la scomparsa del compositore: "E' morto un grandissimo, un grande musicista, un grande uomo e un grande direttore", ha detto. "Io lo ricordo da maestro e orgogliosamente da amico. Mi voleva bene e ho passato tante belle serate a casa sua al piano ascoltando la musica. Mi ritengo davvero fortunato". Amico di vecchia data di Trovajoli, l'avvocato Giorgio Assumma, ex presidente della Siae, ha aggiunto: "E' stato la colonna musicale della giovinezza, siamo vissuti sentendo le sue canzoni. Per noi tutti uno come lui era eterno, anche se aveva 95 anni". Trovajoli, ha raccontato, era "uno uomo di grandi amicizie e di grande disponibilità, ma anche una persona di infinita umiltà".

"Ad Armando Trovajoli mi legano i ricordi più belli perché mi ha cambiato la vita. Fui chiamato al Sistina per cantare il Rugantino e quando lui mi sentì disse a Garinei e Giovannini: 'prendiamo questo ragazzo'. Da lì è successo tutto, siamo andati in tutto il mondo", ha detto Lando Fiorini. "Per me - ha aggiunto - era come un fratello maggiore. E' una perdita enorme per la musica tutta, per Roma e per la romanità".

Trovajoli, come tutti grandi musicisti, non è morto. Rivivrà ogni sera nelle sue musiche, che continueremo a suonare", ha detto Enrico Montesano, raggiunto a Londra.

Scompare, ma rimarrà per sempre una Pietra del Made in Italy… GRAZIE

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